È disponibile su Google Play e APP Store l’app creata dal governo per leggere e registrare tramite smartphone le certificazioni verdi Covid-19 (o green pass ndr.). Come specificato dagli sviluppatori, ossia il Ministero della Salute e il Ministero per l’Innovazione Tecnologica:

“L’app VerificaC19 consente, agli operatori incaricati, la verifica della validità delle Certificazioni verdi COVID-19 e degli “EU Digital COVID Certificate” attraverso la lettura del QR code del certificato. Non prevede la memorizzazione o la comunicazione a terzi delle informazioni scansionate. La app, infatti, effettua la verifica in modalità offline ovvero senza invocare un servizio di un sistema remoto nel momento in cui viene utilizzata.

 

 

Chi deve scaricarla?

Secondo l‘articolo 13 del DPCM dello scorso 17 giugno che ha definito le modalità di rilascio delle certificazioni verdi e garantito la validità delle stesse in tutta l’Unione Europea e nei paesi dell’area Schengen, la verifica delle certificazioni digitali spetta a:

  • pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  • il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi;
  • soggetti titolari delle strutture ricettivi e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati;
  • il proprietario di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per i quali è prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati.

L’app è dunque uno strumento fondamentale per organizzatori di eventi, cerimonie, catering e non solo.

 

 

Per quali dispositivi funziona?

Secondo quanto riportato dal sito Punto Informatico, l’app funziona pressoché con quasi tutti i dispositivi in commercio e in particolare con le versioni 8.0 e successiva di Android e 12.1 o successiva di iOS (cioè da iPhone 5S in poi ndr.). Naturalmente il dispositivo deve poter essere connesso (almeno una volta al giorno) ad una rete dati Wi-Fi o SIM e avere una fotocamera per la scansione del QR-Code.

 

 

 

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 21 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge (il n.52/2021), definito  decreto “Riaperture”, che introduce nuovi termini per la ripartenza di alcune attività economiche e sposta quello dello stato di emergenza al 31 luglio 2021. Il provvedimento ripristina le zone gialle e, compatibilmente con l’andamento dei contagi, il conseguente allentamento delle restrizioni e delle misure anti Covid-19.

 

Il decreto è stato  pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore venerdì 23 aprile. Come dichiarato da fonti governative, le misure – in primis quelle sul divieto di spostamento dopo le 22:00 – potrebbero tuttavia essere riviste nelle prossime settimane. Ecco una sintesi delle principali novità:

 

Tornano le zone gialle

Il governo ristabilisce le cosiddette “zone gialle”, sospese dai precedenti provvedimenti a causa della pandemia.

 

Certificazioni verdi

Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette “certificazioni verdi Covid-19”, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare, o antigenico rapido con risultato negativo. Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione, avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea.

 

Spostamenti

Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della “certificazione verde”, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa.

 

Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5:00 alle 22:00, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune. Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa.

 

Bar e attività di ristorazione

La principale novità riguarda le attività in zona gialla che da lunedì 26 aprile potranno permettere ai loro clienti la consumazione al tavolo solo all’aperto a  pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari imposti dal decreto e dei Protocolli sulla sicurezza fissati dalla Conferenza Stato-Regioni in accordo con il CTS. Oltre all’asporto, resta consentito senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

 

Dal 1° giugno, in zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione saranno consentite anche al chiuso, con consumazione al tavolo, dalle 5:00 alle 18:00.

 

Fiere, convegni e congressi

Il governo ha fissato una data anche per il settore fieristico. Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere, mentre dal 1° luglio 2021, dei convegni e dei congressi. È consentito, inoltre, svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico.

 

Piscine, palestre e centri termali e parchi di divertimento

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla nel rispetto dei Protocolli sulla sicurezza fissati dalla Conferenza Stato-Regioni in accordo con il CTS, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre. Infine, dal 1° luglio 2021 sono consentite in zona gialla le attività dei centri termali e quelle dei parchi tematici e di divertimento.

 

Cinema e teatri

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere pre-assegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. Il governo specifica come, in relazione all’andamento epidemiologico, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida

 

Scuole e Università

Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria (elementari), della scuola secondaria di primo grado (medie), e, per almeno il 50% degli studenti, della scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.).

 

Nella zona rossa, l’attività didattica in presenza è garantita fino a un massimo del 75% degli studenti ed è sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle zone gialla e arancione, l’attività in presenza è garantita ad almeno il 70% degli studenti, fino al 100%.

Dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività delle Università si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/04/22/21G00064/sg

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - DPCM 2 marzo 2021 - che in relazione alla diffusione del VIRUS SARS-COV-2  detta le misure di contrasto alla pandemia e di prevenzione del contagio. Le disposizioni del decreto si applicano dalla data del 6 marzo 2021 e sono efficaci fino al 6 aprile 2021, ad eccezione dell’articolo 7 (Zona bianca) che si applica dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale (GU) della Repubblica Italiana (pubblicazione avvenuta in GU Serie Generale n.52 del 02-03-2021 - Suppl. Ordinario n. 17). Il decreto sostituisce il DPCM 14 gennaio 2021.

Le regole della zona bianca

Nelle zone bianche se è prevista la cessazione delle misure restrittive della zona gialla si continuano ad applicare le misure anti-contagio generali (uso di MASCHERINE CHIRURGICHE , distanziamento interpersonale, …) e i vari protocolli di settore. Inoltre “restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive”.

Le limitazioni alle attività lavorative

Il commercio in zona gialla e in zona arancione si può svolgere “a condizione che sia assicurato, oltre alla DISTANZA INTERPERSONALE di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni”. Tuttavia nelle giornate festive e prefestive “sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie”.

In zona rossa sono sospese le attività commerciali al dettaglio, “fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi”. Sono poi chiusi “i mercati, salvo la vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici”.

Il nuovo Dpcm prevede poi per tutta Italia “l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande”, ma rimena vietato il consumo sul posto.

Inoltre se le attività di “bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie sono consentite dalle 5 alle 18” in zona gialla, con diverse indicazioni specifiche (ad esempio sulla ristorazione con asporto), in zona arancione e rossa bar e ristoranti, con varie eccezioni riguardo a consegna a domicilio e asporto, sono chiusi.

 Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali.  

Nella zone rosse sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, (ad esempio parrucchieri, barbieri e centri estetici) con l’eccezione di quelle individuate nell'allegato 24 (lavanderie, pompe funebri, …).

Protocolli, formazione e lavoro agile

Nel DPCM 2 marzo 2021 è confermata, come nei precedenti DPCM, la validità dei protocolli condivisi anticontagio.

 L’articolo 4 recante “Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali” indica che “sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettano i contenuti del PROTOCOLLO CONDIVISO di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il PROTOCOLLO CONDIVISO di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui all'allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14”.

Non ci sono cambiamenti poi anche in materia di formazione alla sicurezza.

Con riferimento all'articolo 25, comma 7 del DPCM, si conferma la possibilità di svolgere in presenza i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza.

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